L’immagine corporea ai tempi del web

Il giorno 15 novembre 2019, presso la Fondazione per la Formazione Professionale Turistica lo psicologo Andrea Perruquet, nell’ambito del progetto Educazione alla salute, ha tenuto una lezione sull’immagine corporea ai tempi del web agli alunni del biennio. L’entusiasmo che ho letto negli occhi dei ragazzi mi ha convinta a scrivere una breve relazione sull’intervento. L’esperto ha immediatamente coinvolto gli studenti parlando di giochi e applicazioni che loro utilizzano nel quotidiano e ne ha presentato i limiti e talvolta i pericoli. Dai video giochi è passato ad affrontare temi legati alle immagini virtuali e ha specificato che è insito nella natura umana riprodurre l’immagine di sé stessi e degli altri. Rembrandt, famoso pittore olandese del seicento, ad esempio, attraverso i suoi autoritratti parlava di sé in chiave introspettiva e delineava il cambiamento di un’epoca. La naturalezza dei suoi autoritratti rappresenta lo specchio fedele del proprio irripetibile mondo interiore. Molti altri pittori e fotografi hanno raffigurato volti, persone e profili molto prima dell’esistenza dei selfie.

I ragazzi sono stati sollecitati a fare considerazioni su due video che mostravano immagini corporee modificate a computer e ha parlato di Meitu, un’applicazione gratuita per Android e iOS inventata da due fotografi cinesi, che mette a disposizione dell’utente una serie di funzionalità per personalizzare e editare graficamente i propri scatti, al fine di fotoritoccare le persone migliorandone l’immagine. Si parla di beautification, di una società “edulcorata”, resa almeno virtualmente più bella. E’ sufficiente avere un telefono cellulare, fare un selfie e trasformare il proprio volto rendendolo più avvenente, eliminando le rughe, alzando l’arcata sopraccigliare, levigando la pelle, creando un profilo ideale, quello che vogliamo comunicare agli altri. Esistono patologie da selfie e tutti noi potremmo esserne delle vittime, i giovani in particolare. I ragazzi hanno dimostrato entusiasmo e sono intervenuti costantemente nel dibattito magistralmente condotto dal relatore. E stato messo in risalto che la cura della forma è molto importante e rappresenta un punto di forza, inventare un’immagine è una debolezza. Abituarsi a curare i dettagli, a portare la divisa, a vestirsi in modo idoneo alla realizzazione delle mansioni che devono essere svolte è dimostrazione di serietà e di efficienza, non di conformismo. Abituarsi a esprimere le proprie opinioni anche investendo su ciò che è anticonvenzionale in termini positivi è sintomo di maturità e di consapevolezza.

Ringrazio la professoressa Sara Perucchione referente alla salute per aver contattato un esperto capace di motivare i ragazzi e di renderli più coscienti dei pericoli che li circondano e il Direttore Nora Silvana Martinet per promuovere azioni formative e informative nell’ambito dell’emersione dei talenti nel contesto più ampio dell’ampliamento dell’offerta formativa.

Anna Jans

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