Viste le restrizioni imposte dalla pandemia, nel primo quadrimestre gli studenti hanno seguito durante le ore di scienze motorie un corso di scacchi.

L’antico e conosciuto gioco degli scacchi è infatti una disciplina sportiva riconosciuta ufficialmente dal CONI, dispone di un suo regolamento e di vere e proprie Olimpiadi.

Il corso ha cercato di valorizzare la valenza educativa di questo sport che abitua i ragazzi a pensare in modo logico, adottando una strategia per risolvere i problemi che l’evoluzione della partita presenta. Per poter giocare è infatti necessario elaborare efficaci tattiche per decidere la mossa da compiere e per raggiungere l’obiettivo finale dello scacco matto. Questo continuo processo di elaborazione cognitiva mantiene la mente concentrata: si tratta però di una pressione positiva e benefica che, se ben gestita, allena il giocatore a pensare in maniera efficace e intelligente e lo abitua a sostenere la tensione legata alla partita.

Inoltre studi neuropsicologici hanno dimostrato che gli scacchi sviluppano l’intelligenza in cinque sue forme:

  • pratica, che consente di effettuare le mosse;
  • analitica, per elaborare la strategia vincente e prefigurarsi le mosse future;
  • creativa, per trovare soluzioni originali e prevedere le mosse dell’avversario;
  • sociale, che permette, tra le altre cose, il rispetto delle regole;
  • emotiva, fondamentale per rimanere concentrati, calmi, in una situazione di alto controllo percepito e tenere sotto controllo l’ansia da prestazione.

Sul piano psicologico, quindi, gli scacchi sono un ottimo esercizio che potenzia e sviluppa le competenze di problem solving, promuove il senso agonistico della sfidae della motivazione per migliorare le singole performance dei giocatori.

Infine è importante considerare l’aspetto sociale e aggregativo degli scacchi, elemento che li legittima ancora di più ad essere riconosciuti come uno sport. Essi infatti promuovono l’inclusione sociale, divenendo spazi di incontro e divertimento che uniscono età, culture, lingue e caratteristiche fisiche differenti.

Dopo alcune lezioni iniziali di alfabetizzazione, tutti i 216 studenti dell’istituto  hanno potuto sfidarsi sia durante la Dad attraverso piattaforme online, sia in presenza grazie al materiale  concesso gratuitamente dal Comitato Regionale della Federazione Scacchi.

Successivamente si è svolto un torneo scolastico che ha coinvolto i ragazzi dalle classi  prime alle quarte. La prima fase del torneo si è conclusa nel mese di febbraio e i vincitori rappresenteranno la propria classe durante le fasi finali che si svolgeranno in primavera. Di seguito i nomi dei vincitori della prima fase:

  1. 1^A Covili Faggioli Vittoria;
  2. 1^B Cerrato Luca;
  3. 2^A Di Cori Davide;
  4. 2^B Chatel Katia;
  5. 3^A Borney Simone;
  6. 3^B Lombard Francesco;
  7. 4^A Dimitrov Ivaylo;
  8. 4^B Gallino Nicolò;

Per concludere vorrei ringraziare gli studenti per l’interesse e l’impegno dimostrati durante l’intero corso, il Comitato Scacchistico Valdostano e il suo presidente Agostino Scalfi per la disponibilità, la coordinatrice didattica Anna Jans e la Fondazione per la Formazione Professionale Turistica per avermi permesso di realizzare questa mia idea un po’ insolita rispetto alle classiche lezioni di scienze motorie.

Andrea Luciani

docente scienze motorie